Calendari storici giapponesi

La storia del calendario

Il Giappone usò una successione di calendari lunisolari prima di adottare il calendario gregoriano nel 1873. Le conoscenze calendariali raggiunsero il Giappone dalla Cina attraverso la penisola coreana. La cronaca Nihon Shoki registra, sotto l’anno 553, un tentativo di reclutare uno specialista del calendario da Baekje e di procurarsi libri calendariali.

In un calendario lunisolare, i mesi seguivano il ciclo della Luna, mentre i mesi intercalari mantenevano l’anno numerato al passo con le stagioni. I calendari giapponesi distinguevano mesi «grandi» di 30 giorni da mesi «piccoli» di 29 giorni. La loro sequenza cambiava da un anno all’altro. Un mese intercalare, uruuzuki, aggiungeva un ulteriore mese lunare. Perciò «mese 4» in un documento antico non indica automaticamente aprile del calendario gregoriano.

Questa sequenza mutevole contava nella vita quotidiana. I daisho-reki, calendari che mostravano i mesi grandi e piccoli, potevano nascondere i relativi numeri in immagini o giochi di parole. Combinavano un promemoria pratico della durata dei mesi con un intrattenimento visivo. La durata dei mesi era importante anche per organizzare pagamenti e altre operazioni di fine mese.

Alcuni sistemi calendariali e i loro primi anni d’uso

CalendarioPrimo anno d’uso in GiapponePosizione nella sequenza
Senmyo862Sistema di derivazione cinese usato per più di otto secoli
Jokyo1685Riforma associata a Shibukawa Harumi
Horeki1755Riforma successiva del periodo Edo
Kansei1798Riforma successiva del periodo Edo
Tenpo1844Ultimo sistema lunisolare ufficiale prima dell’adozione del gregoriano
Gregoriano1873Nuovo calendario civile introdotto nel periodo Meiji

La tabella riporta gli anni d’uso, che possono differire dall’anno di approvazione di una riforma. La riforma Jokyo, per esempio, fu autorizzata nel 1684 e usata per il 1685. Harumi adattò il calendario cinese Shoushi attraverso osservazioni e correzioni che comprendevano la differenza di longitudine fra Cina e Giappone. Le riforme successive incorporarono l’astronomia occidentale.

Un calendario era anche un oggetto pubblicato che conteneva più delle sole date. I guchureki, calendari annotati dettagliati, riportavano informazioni stagionali e giudizi sui giorni. I proprietari talvolta usavano gli spazi disponibili per annotazioni di diario. Calendari semplificati scritti in kana, la scrittura sillabica giapponese, e la diffusione della stampa portarono le informazioni calendariali a un pubblico più ampio. Un calendario conservato può quindi tramandare sia le informazioni pubblicate per l’anno sia la registrazione della vita quotidiana di un lettore.

Il cambiamento del 1873

La riforma Meiji abbreviò il dodicesimo mese del vecchio calendario. Il suo secondo giorno fu l’ultimo osservato secondo il precedente sistema civile. Il giorno seguente, che sarebbe stato Meiji 5, mese 12, giorno 3, divenne il 1° gennaio 1873, ossia Meiji 6, mese 1, giorno 1. La sequenza dei giorni proseguì mentre cambiavano le etichette del calendario.

Posizione al momento della riformaDatazione giapponeseEquivalente gregoriano
Ultimo giorno del vecchio calendario civileMeiji 5, mese 12, giorno 231 dicembre 1872
Primo giorno del nuovo calendario civileMeiji 6, mese 1, giorno 11° gennaio 1873

La riforma fu attuata mediante il proclama Dajokan n. 337 dell’anno Meiji 5. Sostituì il calendario civile senza abolire la datazione per anni d’era. Una data Meiji va quindi letta nel suo contesto calendariale: lo stesso tipo di designazione dell’anno compare prima e dopo il cambiamento.

Nei calendari ufficiali, le informazioni del vecchio calendario continuarono ad affiancare le nuove date fino al calendario del 1909 incluso. L’adozione del gregoriano fu un netto cambiamento amministrativo, ma la datazione lunare e la terminologia stagionale rimasero familiari ai lettori.

Consultazione delle date storiche

Una conversione storica inizia dalla data così come è scritta: nome dell’era, anno dell’era, mese, giorno ed eventuale indicazione del mese intercalare. Conservare tale trascrizione accanto al risultato convertito. Il mese ordinario e un mese intercalare con lo stesso numero sono mesi distinti, perciò eliminare il contrassegno intercalare può spostare il risultato di un’intera lunazione.

Il Japanese Luni-Solar Month Database offre una consultazione storica con un campo per il mese intercalare e la possibilità di scegliere il calendario civile del risultato. Usare le informazioni sull’era e sul mese contenute nel documento per individuare il mese corrispondente, anziché estendere all’indietro un calendario cinese moderno.

Per impostazione predefinita, la banca dati restituisce date gregoriane dal 15 ottobre 1582 e date giuliane prima di quel confine. Selezionare esplicitamente il risultato gregoriano quando un progetto richiede equivalenti gregoriani per l’intero periodo. Alcuni confini fra ere storiche sono incerti, perciò una registrazione vicina a un cambio d’era può richiedere anche il contesto politico e geografico del documento originale.

1–2100 d.C.

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