Il calendario Shixian e la riforma del Seicento
Il calendario del 1645
Il calendario Shixian (时宪历) entrò nell’uso ufficiale nel 1645, all’inizio della dinastia Qing. Nuove procedure astronomiche modificarono il modo di calcolare gli eventi celesti, mentre il calendario mantenne la propria struttura lunisolare di mesi lunari coordinati con le stagioni. La riforma non introdusse la datazione civile gregoriana.
Gran parte del lavoro preparatorio apparteneva alla precedente dinastia Ming. L’eclissi solare del 21 giugno 1629, osservata a Pechino, divenne un’importante prova fra previsioni concorrenti e contribuì a dare impulso a un nuovo programma di riforma. In quell’anno Xu Guangqi ricevette la responsabilità del lavoro. Studiosi e funzionari cinesi collaborarono con specialisti gesuiti per tradurre opere astronomiche, confrontare metodi e sviluppare tavole adatte all’uso ufficiale.
Johann Adam Schall von Bell, noto in cinese come Tang Ruowang, ebbe in seguito un ruolo di primo piano nel mettere questo lavoro al servizio dei Qing. Il cambiamento di dinastia diede al progetto un nuovo contesto politico, ma esso si basava su anni di traduzioni e calcoli del tardo periodo Ming. L’adozione del calendario da parte della corte Qing stabilì un sostegno ufficiale per metodi già sviluppati e discussi.
Libri astronomici e termini solari
La raccolta chiamata Chongzhen Lishu, i trattati sul calendario del regno Chongzhen, riuniva le conoscenze operative della riforma. Comprendeva spiegazioni della teoria e degli strumenti astronomici, metodi di osservazione e tavole per il Sole, la Luna, i pianeti e le eclissi. Questo materiale permetteva agli specialisti di eseguire i passaggi di una previsione, anziché limitarsi a consultare un elenco di date.
Una revisione del primo periodo Qing, lo Xiyang Xinfa Lishu, riorganizzò questo materiale. La sua edizione del 1645 usava precedenti matrici di stampa Ming con aggiunte del Qintianjian, l’ufficio astronomico imperiale. Queste opere tecniche fornivano procedure per produrre calendari annuali e per prevedere eventi celesti. I calcoli dello Shixian continuarono a essere rivisti durante i Qing, man mano che diventavano disponibili nuove tavole e nuovi modelli astronomici.
Un cambiamento importante riguardò i termini solari. I calendari precedenti li assegnavano comunemente mediante il pingqi (平气), dividendo l’anno stagionale adottato in intervalli di tempo uguali. La tradizione Shixian usava il dingqi (定气), assegnando i termini in base alla posizione calcolata del Sole lungo l’eclittica, il suo percorso annuale apparente rispetto alle stelle. I termini successivi erano fissati a intervalli di 15 gradi di longitudine.
| Caratteristica | Termini solari medi: pingqi | Termini solari basati sulla posizione: dingqi |
|---|---|---|
| Che cosa viene diviso in parti uguali? | Il tempo all’interno dell’anno stagionale adottato | La longitudine eclittica del Sole |
| Intervallo fra termini successivi | Un ventiquattresimo dell’anno | 15 gradi |
| Tempo trascorso fra i termini | Uguale all’interno dello schema | Disuguale |
| Termini principali | Un termine solare ogni due | Un termine solare ogni due, a intervalli di 30 gradi |
Il moto annuale apparente del Sole non è uniforme. Percorrere 15 gradi richiede quindi durate diverse in parti diverse dell’anno. Gli equinozi e i solstizi cadono in posizioni specifiche di questa sequenza. Anche i dodici termini principali, che si alternano con gli altri dodici termini solari, aiutano ad assegnare i mesi lunari all’anno stagionale.
Mesi lunari e mesi intercalari
I mesi lunari continuarono a cominciare nel giorno civile che contiene una luna nuova calcolata. Ogni mese contiene 29 o 30 giorni. I termini solari hanno orari calcolati propri, quindi la loro posizione all’interno di un mese lunare cambia da un anno all’altro.
Il passaggio da intervalli di tempo uguali a intervalli angolari uguali influì sulla numerazione dei mesi e sull’intercalazione. Con termini basati sulla posizione, un mese lunare può contenere due termini principali e più di un mese in una sequenza può esserne privo. Un mese senza un termine principale non è quindi automaticamente intercalare.
La regola cinese derivata dallo Shixian dà priorità al solstizio d’inverno: il mese lunare che ne contiene la data è il mese 11. Contare i mesi lunari dall’inizio di uno di questi mesi 11 all’inizio del successivo, includendo il primo ed escludendo il successivo. Se vi sono dodici mesi, non occorre un mese intercalare in quell’intervallo. Se ve ne sono tredici, il primo mese dell’intervallo privo di un termine principale viene designato come intercalare. Prende il numero del mese precedente, con un’indicazione di intercalazione, e poi prosegue la numerazione ordinaria dei mesi.
Queste regole operano sui giorni di calendario. Quando un termine principale cade nel primo giorno di un mese lunare, appartiene a quel mese anche se il suo orario preciso precede la luna nuova di quel giorno. Il calcolo deve quindi stabilire sia gli eventi astronomici sia le date civili che li contengono. Insieme, le date delle lune nuove, il mese del solstizio d’inverno e la regola del mese intercalare mantengono la sequenza lunare legata alle stagioni.