Zhongyuan e la Festa degli spiriti affamati

Un periodo di cura per i morti

Zhongyuan (中元) cade il quindicesimo giorno del settimo mese lunare. È un momento per ricordare gli antenati, fare offerte agli spiriti di cui nessuno si prende cura e celebrare funzioni religiose per il benessere dei morti. Il nome inglese Hungry Ghost Festival, «Festa degli spiriti affamati», si riferisce solitamente a questo più ampio insieme di osservanze del settimo mese.

Nella credenza popolare, il settimo mese è un periodo in cui si aprono le porte del mondo degli spiriti e i morti possono visitare i vivi. Le osservanze possono quindi estendersi per tutto il mese, con il quindicesimo giorno come data principale; alcune comunità attribuiscono particolare importanza al quattordicesimo. I riti di apertura e di congedo seguono tradizioni locali, anziché un unico calendario osservato ovunque.

Antenati e spiriti affamati hanno posti diversi in queste usanze. Gli antenati vengono ricordati attraverso relazioni familiari nominativamente identificate. Gli spiriti erranti o privi di assistenza non ricevono la stessa cura tramite offerte, mentre uno spirito affamato nell’insegnamento buddhista soffre una condizione di fame intensa e inappagata. La cura di tutti questi destinatari può condividere un periodo senza renderli intercambiabili.

Zhongyuan e l’Ufficiale della Terra

Il nome Zhongyuan proviene dal calendario taoista dei Tre Ufficiali del Cielo, della Terra e dell’Acqua. Il quindicesimo giorno del settimo mese appartiene all’Ufficiale della Terra, Diguan, il cui ruolo è associato al perdono delle colpe e alla liberazione dalla sofferenza. Le funzioni di Zhongyuan possono comprendere preghiere, recitazioni, pentimento e riti destinati a beneficiare i morti oltre che i vivi.

Questa enfasi aiuta a spiegare perché il periodo sia più di un incontro con spiriti spaventosi. La finalità religiosa comprende sollievo, riconciliazione e una condizione migliore per chi è morto. Preghiere per la sicurezza della famiglia possono accompagnare questo lavoro di cura.

Mulian e l’osservanza buddhista dello Yulanpen

Lo Yulanpen buddhista ruota intorno alla storia di Maudgalyayana, noto in cinese come Mulian. Nel racconto delle scritture, usa i propri poteri spirituali per cercare la madre defunta e la trova sofferente come spirito affamato. È emaciata e non riesce a procurarsi cibo. Egli le porta una ciotola di riso, ma prima che possa mangiare il riso si trasforma in carboni ardenti.

Angosciato perché i propri poteri non possono salvarla, Mulian chiede aiuto al Buddha. Il Buddha spiega che la sua sofferenza non può essere superata dallo sforzo di una sola persona. Ordina a Mulian di fare offerte alla comunità monastica il quindicesimo giorno del settimo mese, tradizionale conclusione del suo ritiro estivo. La pratica spirituale collettiva e le preghiere dei monaci l’aiuteranno.

Mulian segue l’istruzione e sua madre viene liberata dalla sofferenza di spirito affamato. L’insegnamento estende l’osservanza oltre questa singola famiglia: si possono fare offerte per i genitori viventi e per le generazioni precedenti di genitori. La gratitudine si esprime attraverso la generosità e il beneficio delle buone azioni, spesso chiamato merito, viene dedicato agli altri.

Le offerte dello Yulanpen sostengono la comunità monastica. Sono distinte dal collocare cibo direttamente all’esterno per gli spiriti erranti, sebbene entrambe le pratiche possano far parte dell’osservanza del settimo mese della stessa comunità. Nel VI secolo, assemblee dello Yulanpen erano già documentate in Cina; nel tempo, funzioni buddhiste, riti taoisti e ricordo domestico condivisero sempre più questo periodo.

Forma di osservanzaRelazione o finalità principale
Ricordo domestico o di lignaggioCura dei parenti defunti e degli antenati
Riti taoisti di ZhongyuanL’Ufficiale della Terra, il perdono e la liberazione dalla sofferenza
Yulanpen buddhistaOfferte alla comunità monastica e merito dedicato ai genitori
Offerte comunitarie agli spiritiCura dei morti al di là di una singola famiglia

Offerte domestiche e comunitarie

Una famiglia può accogliere i propri antenati con incenso, tè e piatti preparati, presentando cibo davanti alle tavolette ancestrali o in un altro luogo familiare di culto. Denaro di carta e rappresentazioni cartacee di abiti o di altre necessità possono essere bruciati come doni per i morti. L’intento è provvedere ai parenti e mantenere una relazione di gratitudine e responsabilità.

Le offerte comunitarie estendono l’ospitalità oltre la parentela. Tavole allestite all’esterno di un tempio, in un quartiere o accanto a un’attività commerciale possono contenere riso, frutta, cibi cucinati, tè e altre provviste. Sono destinate agli spiriti che non hanno discendenti o proprie offerte regolari. L’espressione rispettosa «buoni fratelli» dà a questi visitatori un posto cortese nell’incontro.

In alcune comunità, il pudu (普度), o liberazione universale, combina offerte generose con rituali buddhisti o taoisti. Gli specialisti religiosi possono recitare scritture e compiere riti per alleviare la sofferenza e guidare gli spiriti nel loro cammino. In alcune tradizioni locali compaiono lanterne sull’acqua come luci per i morti.

Spettacoli e pasti condivisi

Opera, teatro di marionette e altri spettacoli possono essere offerti a un pubblico divino o spirituale mentre intrattengono anche i vivi.

I pasti comunitari e i contributi alle cerimonie riuniscono vicini e compagni di culto. L’incontro collega la cura dei parenti defunti a un obbligo più ampio verso coloro che altrimenti potrebbero essere lasciati affamati e senza ricordo.

1–2100 d.C.

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