Festa del solstizio d’inverno
Dongzhi e il ritorno della luce
Dongzhi (冬至) segna il punto in cui le giornate dell’anno, dopo essersi accorciate, ricominciano ad allungarsi. La Festa del solstizio d’inverno dà a questa svolta stagionale un posto nella vita familiare e religiosa attraverso pasti speciali, offerte agli antenati e auguri. L’occasione celebra la promessa di rinnovamento all’interno dell’inverno.
Nel pensiero tradizionale yin-yang, oscurità, freddo e quiete erano associati allo yin, mentre luce, calore e attività erano associati allo yang. Al solstizio d’inverno, la crescita dello yin raggiungeva il proprio limite e lo yang cominciava a ritornare. Era un modo di comprendere l’anno come un ciclo in cui ogni condizione contiene l’inizio del proprio opposto. Il primo aumento della luce diurna poteva quindi essere celebrato anche se la parte più fredda dell’anno doveva ancora arrivare.
Dongzhi è uno dei ventiquattro termini solari. Comincia quando la longitudine eclittica geocentrica apparente del Sole raggiunge 270°, al solstizio di dicembre, anziché in un giorno lunare fisso. La descrizione del giorno più corto si applica all’emisfero settentrionale; le comunità cinesi nell’emisfero meridionale possono osservare la stessa festa tradizionale durante la propria estate locale.
Un’occasione importante nell’anno stagionale
Il solstizio era un’osservanza importante già nel periodo Han, quando la vita ufficiale comprendeva una pausa nelle attività ordinarie e lo scambio di congratulazioni. Le corti imperiali successive lo segnarono con cerimonie, mentre le famiglie svilupparono le proprie celebrazioni. Nei periodi Ming e Qing, il sacrificio al Cielo del solstizio d’inverno era un’importante responsabilità imperiale. Il rituale del sovrano riconosceva l’ordine cosmico da cui si riteneva dipendessero l’anno agricolo e lo stato.
In casa, Dongzhi poteva avvicinarsi al Capodanno per importanza. Nella capitale dei Song settentrionali, le famiglie preparavano cibi speciali, si vestivano per l’occasione, onoravano gli antenati e si scambiavano visite. Il paragone sopravvive nel detto secondo cui il solstizio d’inverno è importante quanto il Capodanno.
La festa riuniva due tipi di rinnovamento: il ritorno stagionale della luce e il rinnovamento delle relazioni attraverso un pasto, una visita o un’offerta. Questa combinazione aiuta a spiegare perché Dongzhi sia rimasto significativo oltre i rituali di corte che un tempo lo circondavano.
Tangyuan, ravioli e il pasto invernale
In molte tradizioni della Cina meridionale, i tangyuan sono il cibo caratteristico di Dongzhi. Queste palline di riso glutinoso possono essere piccole e senza ripieno oppure avvolte intorno a ripieni di sesamo, arachidi o altro. Le versioni dolci vengono servite in uno sciroppo caldo; le versioni salate appartengono ad altre tradizioni locali. La loro rotondità e l’associazione con la parola per riunione familiare ne fanno un cibo particolarmente adatto da condividere durante un incontro di famiglia.
Preparare tangyuan può anche far parte di un’offerta. Nelle famiglie che osservano riti ancestrali o per le divinità domestiche, si presentano delle porzioni prima che la famiglia mangi. Lo stesso cibo collega così gratitudine, ricordo e pasto dei familiari viventi.
In gran parte della Cina settentrionale sono più importanti i jiaozi, ossia ravioli ripieni. Involucri di farina di frumento racchiudono ripieni di carne o verdure, formando un piatto invernale sostanzioso. Una nota leggenda collega l’usanza al medico Zhang Zhongjing, che si dice abbia servito ravioli a forma di orecchio in un brodo riscaldante a persone che soffrivano il freddo. È una spiegazione popolare dell’associazione stagionale del cibo, anziché una ricostruzione documentata dell’invenzione dei ravioli.
Ricordare gli antenati e contare i giorni dell’inverno
Il ricordo degli antenati dà a Dongzhi un posto nella vita di una famiglia attraverso le generazioni. Le offerte presso un altare domestico, una sala ancestrale o un luogo di sepoltura riconoscono chi è venuto prima. Dove i lignaggi celebrano riti collettivi, i parenti si riuniscono per la cerimonia e possono condividere un pasto in seguito. L’incontro invernale onora i morti e al tempo stesso mette in contatto fra loro i membri viventi della famiglia.
Dongzhi avvia anche il conteggio tradizionale dei «nove nove»: nove periodi di nove giorni, per un totale di ottantuno giorni. Le canzoni descrivono il procedere attraverso la stagione fredda verso la primavera. I diagrammi per trascorrere l’inverno trasformano il conteggio in un’attività quotidiana; una forma presenta ottantuno petali di fiori di pruno da colorare, uno per ogni giorno. Queste usanze rendono visibile il passaggio graduale attraverso l’inverno. Esprimono l’attesa della primavera, anziché promettere che il tempo cambierà in un particolare giorno del conteggio.